Il bookcrossing

Il Bookcrossing è la biblioteca del mondo. È un social network brillante. È la celebrazione della letteratura e un posto dove i libri acquistano una nuova vita. È l’atto di donare un’identità univoca ad un libro, poichè il libro viene passato da lettore a lettore e può essere controllato quindi può connettere i lettori.

Dalla fondazione del sito www.bookcrossing.com nel 2001, il fenomeno del “passalibro” (questo è il suo significato letterale) si è evoluto negli anni. Questo caratteristico processo di trasformazione ha portato il Bookcrossing (spesso scritto “BC”) a diffondersi su larga scala e a presentarsi spesso, agli occhi di noi lettori, in forme sempre diverse. 

Lo scopo che accomuna tutte le iniziative di passalibro è far circolare i libri, nascondendoli nei luoghi pubblici, con la speranza che qualcuno li trovi e permetta loro di continuare a viaggiare per il mondo. Si tratta di un atto di amore straordinario per il libro (di cui ci si priva e che si dona) e per la lettura, tanto più grande perchè condiviso. Il BookCrossing riesce a connettere i lettori con le stesse parole dei loro romanzi preferiti.

Il passalibro è davvero semplice da attuare: iscrivendosi al sito http://www.bookcrossing-italy.com si entra a far parte della famiglia dei Bookcrosser, accaniti lettori che, per mezzo della mappatura online, possono lasciare o trovare nei luoghi più disparati i loro libri preferiti. Un connubio tra la passione per la lettura e il piacere della scoperta. Tramite il codice Isbn del libro (o inserendo manualmente i dati di titolo, autore, edizione), si può censirlo nel circuito, ottenendo così un BookCrossing Identity Number (abbreviato in BCID), un codice che identifica esclusivamente quella copia cartacea, come il numero di serie delle banconote.

Questo BCID va inserito nel libro, ovviamente. E qui entrano in campo le etichette: è possibile utilizzare quella standard da stampare dal sito, oppure preparare un’etichetta tutta propria, personalizzandola come si vuole.

A questo punto sta a noi decidere dove liberare il libro: sulle panchine, tra i rami di un albero, in mezzo ai prodotti sugli scaffali di un supermercato, sui sedili di un autobus, sui treni, nei bar, anche nelle fontane o nello zaino di un viaggiatore. Esistono anche Zone di Scambio Ufficiali, in bar, birrerie, associazioni locali, bed&breakfast e altre strutture ricettive, nelle stesse biblioteche che mettono a disposizione i loro spazi per depositare e prelevare i libri liberati: qui l’elenco aggiornato.

Una volta liberato il libro, non resta che seguire il suo viaggio di lettore in lettore tramite il suo BCID. Quando una persona rintraccia il libro, legge l’etichetta e può collegarsi al sito per inserire il BCID scritto nell’etichetta stessa, senza doversi iscrivere. Questo è molto importante e sveltisce le pratiche: per segnalare il ritrovamento non è necessaria l’iscrizione. Il nuovo lettore può indicare il luogo dove ha rinvenuto il libro, se l’ha letto, se gli è piaciuto e se lo rilascerà a sua volta. Alcuni libri rimangono circoscritti ad una determinata zona, altri viaggiano parecchio, addirittura passano i confini delle nazioni.

Nel Bookcrossing l’importanza attribuita a un libro è grande tanto quanto l’intenzione di sviluppare le relazioni umane, il bisogno di socializzazione e la riscoperta del piacere di condividere la lettura. La pratica del BookCrossing non è esclusivamente solitaria. Essa prevede sì la liberazione e il ritrovamento di libri senza  contatto diretto tra i partecipanti, ma l’avere alle spalle una comunità che condivide un metodo ed una certa visione della condivisione, porta spesso alla concretizzazione di ritrovi, in rete o sul territorio, attraverso iniziative locali o nazionali, anche con raduni ufficiali.

La creatività dei BookCrosser ha creato anche interessanti varianti sul tema della condivisione: qui (http://www.bookcrossing-italy.com/ring/) potete trovarne alcuni esempi, molto interessanti e divertenti.

La redazione